PALAZZO RUBBIANI

||PALAZZO RUBBIANI

Un tempo Palazzo Rubbiani non aveva la connotazione che oggi lo caratterizza. La sua origine risale alla seconda metà del XVII secolo quando l’edificio meglio noto come ‘Casa del Maiolicaro’ sorgeva accanto all’opificio ‘Fabbrica della Maiolica’, per la produzione di ceramica, lungo la contrada del Borgo Superiore. L’opificio era di proprietà dell’Opera Pia Martelli e dell’Opera Pia del Suffragio e si trovava tra la Contrada del Borgo Superiore, il piazzale dei Molini di Sua Altezza Serenissima, il canale di Modena e il Parco ducale.

Nel 1741 nacque la prima Società Azionaria produttrice di ceramica i cui soci, tutti sassolesi, ne diventarono i proprietari e ne ampliarono impianti e superficie, creando con un nuovo fabbricato produttivo vicino a quello già esistente che, 10 anni dopo (1751) venne ceduto a Gio. Maria Dallari il quale, a sua volta, ampliò ulteriormente l’impianto produttivo, realizzò un nuovo macinello per i colori e nel 1784 acquisì anche la ‘Casa del Maiolicaro’ trasformandola in residenza.

Nel 1830 circa l’intera manifattura passò dalla famiglia Dallari al Conte Ferrari Moreni con il quale si introdussero magazzini e laboratori ampliando, di fatto, l’area. Da notare che fino a quel momento non c’era una distinzione netta tra la fabbrica e la residenza, che in questo periodo aveva un porticato.

Fu con l’avvicendamento tra i Ferrari Moreni e la famiglia Rubbiani che, sia la fabbrica che la casa, vennero modificati.

Nel 1863 il porticato che affacciava su Contrada del Borgo venne demolito per allargare la strada e l’edificio venne alzato di un piano. La famiglia Rubbiani intendeva, così, rendere testimonianza dell’agio economico e della posizione sociale raggiunti.

E’ con questi interventi che il Palazzo Rubbiani diventa come oggi lo vediamo, inclusi i decori interni che lo arricchiscono partendo già dall’androne, passando per la grande sala ricevimenti per arrivare agli appartamenti del piano nobile. Impossibile non notare lo scalone ornato dai busti degli antenati e con ceramiche pregiate.

Le mani che hanno arricchito le mura di quella che ormai non ha più nulla della Casa del Maiolicaro sono le stesse che hanno decorato le piastrelle in ceramica all’interno della manifattura. Sono il sassolese Antonio Roscelli, il correggese Domenico Bagnoli, Vittorio Neri di Camposanto e il fiorentino Carlo Casatoli (grafico ed illustratore note all’epoca) che lavorarono alle nature morte, hai paesaggi e alle marine, ai motivi geometrici e floreali che si fondevano alle eleganti tappezzerie delle pareti, proprie del gusto eclettico dell’epoca.

Agli inizi del ‘900 la crisi della ceramica Rubbiani ha portato ad un cambiamento radicale: la fabbrica, che ormai produceva ‘piastrelle per rivestimenti e pavimenti’ cambiò gestione. Questo portò anche un distacco tra parte produttiva e residenziale. Una parte della fabbrica restò aggregata alla residenza, alzata di un piano e trasformata in residenza.

Da allora e fino al secondo dopoguerra si susseguirono interventi che ci consegnarono il Palazzo Rubbiani con il suo assetto attuale.

Palazzo Rubbiani è una residenza privata non aperta al pubblico. Un ringraziamento speciale al Dott. Zanni che ha autorizzato la pubblicazione.

2018-01-21T18:44:54+00:00 ARTE E CULTURA|