PARCO DUCALE

||PARCO DUCALE

Un giardino maestoso, che si sviluppa dal Palazzo e diviene comune celebrazione del Ducato stesso.

In passato lungo fino a 10 km, venne poi deturpato negli anni ’60 quando una lottizzazione selvaggia lo ridusse drasticamente.

Ora ne possiamo ammirare solo una piccola parte che viene attraversata da un rettilineo che porta all’area sud del Palazzo Ducale al Belvedere con le colline come sfondo.

Già con i Pio si parla di questo giardino, ma è nel XVII sec. che il parco inizia a cambiare volto con la costruzione delle principali fontane (1640-1654) a cura dell’architetto ducale Bartolomeo Avanzini su incarico di Francesco I.

Le fontane vennero collegare al canale di Modena e per la parte statuaria ci si avvalse dei disegni del Bernini.

Sul lato nord una grande terrazza diventò un giardino pensile e da questa si accedeva al giardino segreto riservato a godimento privato dei duchi. Le mura del palazzo che racchiudevano questo giardino vennero trasformate in passeggiata pensile.

Sul lato sud, presso l’ingresso ai giardini, venne costruita la Peschiera, splendido teatro delle fontane.
A sud, il giardino era diviso in 4 parti a base quadrata decorate con siepi di bosso, alberi e vasche. Da qui partivano due viali alberati, uno diretto alla berlete (zone ripariali di caccia) del Secchia, l’altro diretto verso la collina.

A metà del XVIII sec, con Francesco III il palazzo subi una ristrutturazione massiva e sotto la guida dell’architetto Bezzi si arrivo a collegare Palazzo e giardino, fino a quel momento su quote di terreno differenti.

Grazie ad un sistema di terrazze, grotte, gradinate e loggiati la facciata e il giardino vennero finalmente uniti. Si deviò il canale di Modena, che fino ad allora costeggiava il lato meridionale del palazzo e nello spazio tra il Palazzo e il canale si allestì un parterre alla francese.

All’epoca si trattava di una fontana centrale e da un articolato disegno ad arabesco. Allontanandosi dal palazzo, il giardino sfumava nel parco fino alle aree più incoltre, da Vallurbana verso il Secchia e poi fino alla Casiglia e a Marzaglia, dove si organizzavano le battute di caccia. Buonaparte dell’area del parco era infatti destinata a riserva di caccia per i duchi e i loro ospiti, ma il parco risultò essere anche una vera e propria azienda agricola piuttosto redditizia.

Con Ercole III venne costruita anche la Cavallerizza, nei pressi della Peschiera: una stalla capace di ospitare fino a 102 cavalli. Nel 1780 circa, a seguito di difficoltà economiche, il duca trasformò il parco in ‘giardino campestre’ tenendo per sé il parterre alla francese.

Il parco oggi appare decisamente ridimensionato.
E’ collegato al percorso natura sul fiume Secchia mediante una pista ciclabile su via Indipendenza, ed è collegato al Parco Vistarino tramite un passaggio pedonale costituito da un’area alberata e una scalinata, che porta ina piazzale Porrino.

2018-01-21T18:44:52+00:00 NATURA|