SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE

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Santuario della Beata Vergine del Castello – Fiorano

Le origini e il ‘Miracolo del fuoco’

L’8 febbraio 1558 un manipolo di soldati spagnoli incendiò le case del borgo del castello di Fiorano. Tutto andò distrutto, tranne l’immagine della Madonna dipinta sull’arcata sovrastante il portale d’ingresso dell’antico castello. La fama del miracolo si sparse velocemente e molti erano i fedeli che si recavano al borgo di Fiorano per venerare la Sacra Immagine. Nel 1630 arrivò a Modena anche la peste e i Fioranesi ricorsero all’intercessione della Beata Vergine, la cui Effigie si trovava ancora esposta alle intemperie e fecero voto che, se il paese si fosse salvato dal flagello, avrebbero iniziato la costruzione di un oratorio. Fu proprio in quest’anno che si iniziò a costruire un Oratorio sufficientemente ampio per custodire la Sacra Effigie della Beata Vergine. Si scelse di costruirlo sul colle di Fiorano, in alto. A Fiorano non si ebbe alcun caso di contagio e il 23 aprile 1631 veniva consacrato dal vescovo di Modena il nuovo oratorio dedicato alla Madonna. Una volta sistemato il terreno occupato dai ruderi dell’antico castello ed elaborato il progetto ad opera dell’architetto romano Bartolomeo Avanzini, sotto il ducato estense di Francesco I, il 15 agosto 1634 si procedette con solenne cerimonia alla posa della prima pietra.

La nascita del Santuario e la nomina a Basilica Minore

Nel 1866 ripresero i lavori di costruzione della fabbrica dei Santuario (iniziati nel 1634 ed interrotti nei 1683), con la ristrutturazione della cupola ed il rinnovamento delle secentesche pitture di Sigismondo Caula ad opera del pittore modenese Adeodato Malatesta. L’8 settembre dei 1889 venne inaugurata la nuova facciata marmorea e la costruzione della seconda torre del Santuario. Dopo il definitivo compimento del Tempio, nel 1906 i pittori Giuseppe Mazzoni ed Alberto Artioli completarono le decorazioni interne ed il 13 settembre 1907 l’Arcivescovo di Modena consacrò il Santuario dopo l’attuazione degli ulteriori lavori edilizi. Nel 1984, nel 350′ anniversario della fondazione dei Santuario, l’Arcivescovo Mons. Bartolomeo Santo Quadri, su richiesta di don Eligio Silvestri, Rettore del Santuario, e di Mons. Rino Annovi, Parroco del Duomo di Modena, diede avvio alle procedure affinché il tempio fioranese, acquistando una sempre maggiore dignità, venisse annoverato fra le Basiliche minori. Il Decreto Papale del 27 settembre 1989 ha sancito definitivamente l’alto riconoscimento al Santuario. Il Papa Giovanni Paolo II ha innalzato il tempio di Fiorano alla dignità ed allo stato di Basilica Minore con i relativi diritti e privilegi, confermandole il diritto di precedenza su tutte le altre chiese.

Il Santuario di Fiorano é la quarta Basilica minore della Diocesi di Modena-Nonantola, insieme al Duomo ed alla chiesa di San Pietro di Modena ed all’Abbazia di San Silvestro di Nonantola. A circa 370 anni, quindi, dalla costruzione del primo Oratorio sul colle dedicato all’immagine Miracolosa della Beata Vergine, il secentesco Santuario di Fiorano ha ricevuto dal Pontefice l’ambito onore del titolo basilicale, con il quale é stata coronata la sua lunga storia, che prese avvio da quel lontano 8 febbraio dei 1558. Nel settembre 1998, a quattrocentoquaranta anni da quell’avvenimento, a cura dell’amministrazione comunale di Fiorano e con la collaborazione della parrocchia fioranese, é stata catalogata la preziosa collezione di ex voto del Santuario, la quale ora può documentare i veri aspetti del tessuto socio-economico e religioso nonché della vita quotidiana della comunità fioranese nel suo evolversi storico. La collezione è diventata una mostra permanente allestita all’interno dei tempio stesso, Tavolette votive, cuori in lamina d’argento, ex voto oggettuali vengono quindi a costituire un prezioso patrimonio storico e artistico, un importante complesso di memorie religiose e civili, attestando la forte devozione popolare verso l’immagine miracolosa della Madonna e il suo Santuario.

La nascita della devozione

La devozione popolare nei confronti del Santuario e dell’immagine Miracolosa crebbe di pari passo ai lavori di costruzione dell’edificio: aumentarono donazioni, offerte e pellegrini. Nelle funzioni annuali, soprattutto per la celebrazione dell’ 8 settembre, giorno della Natività di Maria, il numero dei fedeli divenne immenso e senza precedenti. Basti pensare che a seguito di un successivo Miracolo del fuoco nel 1670, alla celebrazione dell’8 settembre 1672 parteciparono più di trentamila persone. Testimonianze tangibili di devozione popolare furono i numerosi oggetti, offerti all’altare della Madonna, che tuttora narrano la storia dei miracoli e delle grazie ricevute.

2018-01-21T18:44:54+00:00 ARTE E CULTURA, TRADIZIONI|