PALAZZINA DELLA CASIGLIA

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Con la sua storia di lungo corso, oggi la Palazzina è la sede di Confindustria Ceramica, con annesso il Centro di Documentazione dell’industria italiana delle piastrelle di Ceramica che raccoglie oltre mille piastrelle, dal dopoguerra ai giorni nostri.

La cassina di caccia di Ercole Pio venne risistemata attorno alla metà del XVIII secolo dall’architetto Pietro Bezzi su incarico di Francesco III. Anch’essa sita nei pressi del fiume Secchia, è circondata da un parco molto grande e cinta da mura. Ne possiamo analizzare l’aspetto originario che aveva all’epoca, grazie ad un dipinto di Borsellini Menabue e conservata nel Belvedere Ducale. Il palazzo godeva di una sala da pranzo fastosa, impreziosita da quadri cinesi, sale del Deguinet, sala di Mezzo, un gabinetto atto ad accogliere i Pontefici e numerose camere da letto.

Verso la fine dell’800 la palazzina venne rinnovata, diventando un collegio estivo e poi rifugio per immigrati. Oggi accoglie la sede di Confindustria Ceramica, con annesso il Centro di Documentazione dell’industria italiana dell e piastrelle di Ceramica, in cui è possibile ripercorrere l’iter completo della fabbricazione della piastrella, visitare un museo ed una biblioteca. Le piastrelle raccolte sono più di mille e percorrono un intervallo storico che va dal dopoguerra ai giorni nostri.

Le antiche ceramiche della collezione Vistarino

Nel 1991 l’Amministrazione Comunale di Sassuolo acquistò la collezione di ceramiche proveniente dalla villa I Pioppi, nota anche come villa Vistarino o della Contessa, antica dimora di campagna appartenente a Domenico Maria Giacobazzi, personalità influente presso la Corte degli Estensi, la cui attenzione allo sviluppo delle manifatture, in particolare a quella ceramica, contribuì a trasformare Sassuolo nel principale centro produttivo del Ducato.

La collezione della villa I Pioppi concorre dunque alla conoscenza della storia della produzione ceramica a Sassuolo e quindi del moderno distretto industriale che fa capo alla città. A parte alcuni di produzione veneta, i circa 50 esemplari sono sassolesi e databili fra la seconda metà del Settecento e la prima metà dell’Ottocento.

L’anno ufficiale di nascita della ceramica sassolese risale al 1741, quando un gruppo di imprenditori costituì una fabbrica per la produzione della maiolica nel borgo cittadino, lungo il Canale di Modena.

Giovanni Maria Dallari, il Conte Ferrari Moreni, Giovanni Maria Rubbiani e i figli Carlo e Don Antonio sono gli imprenditori che nel Settecento e nell’Ottocento impressero alla manifattura ceramica importanti svolte produttive.

Ai fratelli Rubbiani va il merito di aver messo a punto la tecnologia per la produzione delle piastrelle ceramiche da rivestimento. L’innovazione tecnologica ha trasformato luoghi e strumenti a tal punto che la moderna industria sembra aver poco in comune con quel passato produttivo. Eppure le piastrelle attuali sono il risultato industriale della tradizione ceramica che fece emergere Sassuolo rispetto alle altre città del Ducato Estense.

2018-01-21T18:44:52+00:00 ARTE E CULTURA, LE CERAMICHE|